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Il blog di Federico Mercuri

venerdì 10 agosto 2007

Diario siciliano, capitolo 2

Prima di mettermi a cercare un campeggio decido di fare una visita a Isola delle femmine, memoria di ricordi romantici di questo capodanno. Pensavo di trovare un altro panorama rispetto a questo inverno e invece mi sbagliavo. Incredibile ma le rocce acuminate della costa non consentono invasioni barbariche di bagnanti e tutto rimane incontaminato a prescindere dalla stagione.

Dopo qualche ora di pellegrinaggio in cerca di un campeggio di mio gusto, arrivo fin quasi a Cefalù, spostandomi da ovest verso est sulla costa settentrionale dell'isola, attraverso la statale est, a tratti interessante anche per la guida, oltre che per la suggestiva vista.

All'altezza di Termini Imerese c'è un immenso agglomerato industriale, bello da vedere perché perfettamente geometrico nelle forme e perché si incunea con i suoi bracci metallici fin dentro un mare incredibilmente cristallino.

20 Km dopo c'è Cefalù, qualche Km prima di Cefalù la Baia degli ulivi, il nome la descrive da se ma tralascia il particolare preponderante della baia che non sono gli splendidi ulivi ma i pini, che si affacciano lungo tutta la scogliera sovrastante.

Ci sono le onde, enormi, immense, poderose, che sfidano l'uomo a confrontarsi con esse. Lo spettacolo è incredibile, ma prima di accettare la sfida con le onde decido di fare una passeggiata che supera la spiaggia e aggira la punta ovest della baia attraverso un percorso di sugli scogli.

Ricordo che da piccolo con mio padre passavamo le ore a passeggiare sugli scogli e ogni capo superato ne svelava un altro da raggiungere. In quei momenti non parlavamo perché non ce ne era bisogno, ma eravamo tutt'uno con la natura, quella terrestre delle scogliere come quella marina che esploravamo con altrettante passeggiate acquatiche.

Il mio cammino ad un certo punto si interrompe. Due pareti perpendicolari al mare e un salto troppo lungo mi impediscono di proseguire. Mi volto indietro e scopro pero' di aver raggiunto un punto oltre la baia degli ulivi da dove si vede Cefalù e la sua cattedrale. Soddisfatto torno indietro ad affrontare il mare.

giovedì 9 agosto 2007

Diario siciliano, capitolo 1

Le partenze sono sempre un po' malinconiche, soprattutto se si parte da soli, non importa se si raggiungerà qualcuno o meno, sono malinconiche perché si lascia un posto e le persone che restano.

Entro in autostrada alla 19 circa, dopo essere partito con estrema calma alle 18 da casa e mi accorgo di essere in ritardo per prendere il traghetto che partiva da Napoli alle 20:45.

200 Km tutti di un fiato, 10 minuti più tardi e la Vincenzo Florio sarebbe partita senza di me.

Soddisfatto dell'impresa e carico di adrenalina dovuta alla corsa in moto mangio un panino e mi rilasso sul ponte di poppa della nave, addormentandomi (se si puo' parlare di sonno) leggendo la mia nuova guida sulla Sicilia.

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Sono nato il 28 settembre del 1973, sono stato allevato amorevolmente dai miei genitori Mario e Luciana in una ridente cittadina dei castelli romani, al secolo Albano Laziale, insieme alle mie due sorellone Cristina e Laura. Vivo a Roma dal 2007.
Mi sono laureato in filosofia alla sapienza di Roma nel 2002 e dal 2002 mi occupo di comunicazione sui nuovi media.
Qualora foste interessati questo è il mio CV.
Qui trovate alcune interviste, servizi e reportage video che ho realizzato.
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Questa è la pagina della mia band: i MADENITA

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