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Il blog di Federico Mercuri
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venerdì 2 luglio 2010

L'Aquila, un anno dopo

Una mia amica di L'Aquila mi ha inviato questa lettera. La pubblico senza aggiungere altro. 

“Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.

Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a  posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni  fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo.

Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno   indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi per ricostruire che non ci sono. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E che ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di  2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma che restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa che si gestiscono da soli, ben  ventisettemila persone, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati.Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente.

Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema: "Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i  giornalisti  televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo".

mercoledì 26 maggio 2010

Un piccolo omaggio per un grande uomo

sabato 25 ottobre 2008

La Sicilia salva l'Italia

Ebbene si il 25 ottobre sono stato al circo massimo, alla manifestazione del Pd, con la mia videocamera e in compagnia di 6 picciotti. Questo è il risultato.
buona visione

lunedì 21 luglio 2008

Un'altra rivoluzione

E allora naturalmente il nascere della poesia, dell'arte o del linguaggio - che sono, in fondo, degli equivalenti - è sempre per natura contro il potere, e quando a sua volta arriva a vincere e a conquistare il potere diventa non più linguaggio, autonomia, libertà, arte ecc., ma di nuovo potere, contro cui nuove forze si muoveranno per sorpassarlo e distruggerlo, a meno che esso sia stato capace di creare delle forme tali di libertà che, superando il tempo, resistano modificandosi continuamente, rifacendosi alle proprie origini, ricoinvolgendo sempre nuove persone nelle loro strutture, rimanendo vive, riuscendo, cioè, a non diventare un morto potere.

Carlo Levi

Se siete curiosi, interessati, incazzati e volete partecipare, noi non cerchiamo lettori ma collaboratori (per dirla alla Gobetti), contatatemi

A presto

mercoledì 9 luglio 2008

Attenti alla sindrome di Caino

È stato già detto: “Il grande male della sinistra è se stessa?”

Ieri non sono andato alla manifestazione di piazza Navona, ma non perché non condividevo le ragioni che hanno portato un discreto numero di cittadini in piazza, soltanto per pigrizia. L’ho seguita però su internet, e quindi non si può nemmeno dire che non c’ero. Bisognerà certamente modificare in questo senso il concetto di partecipazione ed estenderla a quella telematica, a scapito sì del contatto fisico, ma a vantaggio della comodità.

Ma torniamo alla manifestazione, tante cose giuste, sacrosante, contro Berlusconi e anche contro l’opposizione che sembra connivente da 15 anni. L’unica cosa negativa era l’aria che si respirava (quella che riuscivo a respirare dal monitor di casa) ma che trasudava anche dalle parole di taluni oratori: il clima del tutti contro tutti.

Trovo questo fenomeno assai grave. È una specie di sindrome della sinistra italiana, quella fratricida, che ti porta a sparare su tuo fratello invece che sul tuo nemico, quella che ti rende cieco, per cui te la prendi con l’obiettivo più vicino a te, con la persona che è al tuo fianco.

Ma stavolta voglio dare l’esempio, non farò nomi, non dirò le cose che non mi sono piaciute, non sparerò a zero contro i miei fratelli, dico solo: “Attenti alla sindrome di Caino”.

A presto.

p.s.
quello che non mi è piaciuto non lo dico, dico però quello che mi è piaciuto: Camilleri e la Guzzanti, ecco i video.


Le 5 poesie incivili di Camilleri



Guzzanti Vs Ratzinger


Guzzanti Vs Carfagna

lunedì 30 giugno 2008

Se ancora non l'avevate capito

La storia si ripete e in Italia, ultimamente, le ripetizioni avvengono tra una legislatura e l'altra (altro che corsi e ricorsi storici), ma non preoccupatevi se continua così non avremo nemmeno due miseri anni di pausa... sarà regime a tempo pieno...
Comunque basta lamentarsi, diffondo anche io questo interessante servizio, ma per dire ATTIVIAMOCI!

buona visione

martedì 24 giugno 2008

Continuiamo così, facciamoci del male…

Venerdì scorso sono stato all’Assemblea nazionale del Pd. Prendo spunto da questo evento per fare qualche considerazione sul triste momento politico che sta vivendo la sinistra in Italia.

L’Assemblea è stata una grande farsa, nemmeno tanto ben congegnata. Nonostante l’assenza dei due terzi dei delegati i lavori si sono svolti come se questo non influisse sulla vita democratica del partito.

Tutti d’accordo, con poche e timide sbavature, sulla fiducia al segretario Veltroni. Dunque niente congresso, si tira avanti, navigando a vista fino alle europee del 2009, sperando di non prendere una batosta troppo pesante.

La presidenza, composta da i ministri ombra, sembrava una schiera di avvoltoi in attesa dell’ultimo tracollo della propria preda, tutti pronti a prenderne il posto, ma nessuno con il coraggio di infiggere l’ultimo colpo, quello mortale.

Fuori dall’Assemblea però è tutto un fiorire di associazioni, fondazioni, aree o riviste che, a quanto si dice, contribuiranno al percorso politico del Pd. Se ne contano sette tra cui alcune già preesistenti al Pd. C’è la fondazione “Italianieuropei” di D’Alema e Amato, c’è “Quarta fase”, la rivista bandiera dei cattolici ex Ppi guidati da Fioroni, c’è l’associazione di Enrico Letta “360”, la “Fondazione di scuola politica” di Salvatore Vassallo, c’è l’associazione culturale “Pensiero democratico”, per ora ancora nella testa di Fassino, l’area dei “Coraggiosi” capitanata da Rutelli e la nascitura associazione di parlamentari “ReD” lanciata da Massimo D’Alema proprio oggi.

Ma che bello direte voi, tutte queste associazioni che manifestano un clima di fervido attivismo politico, pronte a mettersi al servizio del più grande partito della sinistra italiana. Purtroppo non è così. Si tratto solo di squallidi riposizionamenti e giochi di forza che vengono esercitati dai personaggi in questione, per conquistarsi la propria fettina di potere.

Ma proprio questi personaggi, e non solo loro, sono i responsabili del tracollo politico della sinistra in Italia. La loro grande colpa non è stata quella di non essere stati dei grandi leader, ma quella di aver monopolizzato la scena politica degli ultimi 20 anni in maniera del tutto egoistica, senza pensare a chi veniva dopo di loro.

Questa è una caratteristica comune delle generazioni degli anni 50 (quella che ha vissuto il '68 per capirci), la caratteristica di avere uno spiccato senso dell’egoismo e di pensare bellamente soltanto ai cazzi propri.

Visto che saremo noi (la generazione degli anni 70) che sconteremo, nell’immediato futuro, le colpe di questi signori, forse è il caso che ci diamo una svegliata e che li mandiamo a casa una volta per tutte.

A presto

lunedì 16 giugno 2008

Dopo la norma blocca processi

Dedicato,
a tutti quelli che l’hanno votato. A quelli che in un modo o in un altro ci avevano creduto di nuovo. A chi, tra cui anche dei miei amici, ha detto: «Sta facendo cose di sinistra». A chi lo ha preferito a questa nostra squallida sinistra. A chi pensa che le sue furbate siano una gran cosa. A chi pensa che sarà avvantaggiato anche lui, ma non sa che non è così. A quelli «Si ma l’ici sulla prima casa», (la verità è che l'ha tolta ai ricchi perché i poveri già non la pagavano). A chi si sentiva poco sicuro ora con l’esercito a casa è tutta un’altra storia (e la cosa mi ricorda un oscuro ventennio del passato). A chi ha votato no al nucleare nel ’92 (la maggioranza degli italiani). A tutti gli extracomunitari, soprattutto quelli che lo hanno votato (e secondo me ci sono).

Adesso l’avete capito di che pasta è fatto? Perle ai porci…
A presto

mercoledì 11 giugno 2008

A Enrico un saluto sincero

Oggi sono stato al cimitero di Prima porta dove si celebrava la commemorazione dei 24 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer. Sono andato via molto rattristato. Ora Berlinguer non ha certo bisogno di presentazioni e nonostante questo non mi aspettavo di trovare fiumi di persone a visitare la sua tomba, ma nemmeno il deserto. Certo è che lui è stato davvero l'ultimo leader (e non della sinistra, ma dell'intero panorama politico italiano) degno di chiamarsi tale.

Non voglio stare qui a ricordare il passato, "quando c'erano gli ideali" e compangia bella. I più giovani forse non sanno nemmeno di chi sto parlando (e questo è grave). Sono convinto però che la attuale classe politica e non solo quella, del nostro paese, tutta da sinistra a destra, potrebbe prendere spunto da una storica affermazione di Berlinguer, che diceva: «Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita».

Oggi si fa politica per lo più per fini squallidi come il potere, i soldi, la gloria personale, il bisogno di soddisfare il proprio ego. Ai tempi di Berlinguer succedeva la stessa cosa ma c'era qualcuno che era soddisfatto della propria vita se lottava per migliorare il mondo. Mi chiedo se oggi qualche uomo così esista ancora ma non riesco a darmi risposta.

Bhe la sua tomba la dice lunga sui valori in cui egli credeva. Non una sepoltura nel mausoleo del Pci, in compagnia di Togliatti, Giuseppe Di Vittorio, Luigi Longo, etc, ma a Prima porta, semplicemente insieme ai suoi familiari.

A presto.

p.s.
Aggiungo in chiusura le immagini del funerale che non hanno bisogno di commenti

giovedì 22 maggio 2008

A cena da Walterino

Ieri sera sono stato a cena a casa di Walter insieme alcuni amici, ex compagni di università.
Si è discusso di un po' di tutto, di cose serie e di cose meno serie ma alla fine i racconti di due degli ospiti hanno attirato le attenzioni di tutti noi.
Il primo, avvocato, calabrese, ha una tipografia nel quartiere universitario di Roma
Il secondo sommozzatore, siciliano, lavora all'aeroporto di Ciampino ma a breve riprenderà la sua professione di sub.
La cosa che mi ha colpito di più è che i due simpaticissimi e abili narratori, avevano una visione completamente opposta della vita.
L'avvocato tipografo era ed è tutt'ora dell'idea che il bello dell'Italia stesse nel fatto che gli italiani sono persone facilmente corruttibili. E ci raccontava come con qualche caffè e qualche mazzetta nella tasca giusta, riusciva a togliersi delle modeste soddisfazioni: risparmiare sull'istallazione e la manutenzione delle fotocopiatrici o anche semplicemente scampare ad una doppia multa per guida senza cinture e senza patente. "Questo è il bello dell'Italia - diceva - che tutto ha un prezzo".
Ascoltarlo è stato divertente e interessante, perchè raccontava uno spaccato più che reale della nostra società a cui tutti noi, chi più chi meno, diamo un piccolo contributo.
Il sub invece ci raccontava della sua esperienza sulle piattaforme petrolifere, delle immersioni e di lavori in cui ogni giorno rischi la vita. Ci ha raccontato degli scempi ambientali che ha visto con i suoi occhi e di quanto fossero corrotti anche quelli di greenpeace. Ci ha raccontato delle vere e proprie rapine di reperti archeologici, lui che era li per istallare sul fondo del mare telecamere che controllavano che tali cose non accadessero. ci ha raccontato di come gli operai del nord europa che fanno il suo stesso lavoro si organizzano e solidarizzano tra loro tutelando se stessi e il loro posto di lavoro, mentre gli italiani hanno sentimenti fratricidi. Ci ha raccontato di come un operaio egiziano risparmiava anche sul biglietto dell'autobus e non tornava a casa per interi mesi pur di mandare al figlio i soldi sufficienti per studiare.
Ascoltare lui invece è stato commovente, e anche il cinico quanto simpatico avvocato tipografo ascoltava in silenzio e alla fine gli ha chiesto: "Ma quanto prendi te per rischiare la vita, e soprattutto, perchè non resti a lavorare in aeroporto?".
Ho proposto ai due di girare una video intervista a confronto che spero poi di postare su questo stesso blog.
A presto

p.s.
un abbraccio affettuoso a walter, alle sue cene fantastiche (cucina da dio).
Andate a leggere il suo blog cliccando qui

La mia foto
Potete scrivermi a questo indirizzo di posta elettronica
Sono nato il 28 settembre del 1973, sono stato allevato amorevolmente dai miei genitori Mario e Luciana in una ridente cittadina dei castelli romani, al secolo Albano Laziale, insieme alle mie due sorellone Cristina e Laura. Vivo a Roma dal 2007.
Mi sono laureato in filosofia alla sapienza di Roma nel 2002 e dal 2002 mi occupo di comunicazione sui nuovi media.
Qualora foste interessati questo è il mio CV.
Qui trovate alcune interviste, servizi e reportage video che ho realizzato.
Qui trovate alcuni dei miei articoli
Questa è la pagina della mia band: i MADENITA

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